Scherzando, potrei dire che l'urgenza di esprimersi cinematograficamente
con un genere di film provocatorio, sociale,intellettualistico,magari,
scaturisce dal segno zodiacale cui appartengo.Io sono nato in quello
dell'Acquario e pare che gli acquariani pensino molto agli altri, siano
intrigati dai progetti,dalle idee di cambiare sia le radici cattoliche
sia quelle marxiste portando a pensare all'arte come ad una cosa utilitaria
nel senso sociale, politico e morale. E anche l'educazione fascista-perche'
nel mio caso c'e' da considerare il fatto che io sono stato bambino
e scolaro sotto il fascismo avendo frequentato le scuole fasciste dal
'35 al '44. E' noto a tutti che dal punto di vista dell'arte, i fascisti
erano engages. Di fatti per molti giovanissimi intellettuali fascisti
di sinistra il passaggio al partito comunista non fu molto doloroso
perche' in fondo l'engagement cambiava solo indirizzo,scopo,non mutava
come modello di vita.A sua volta, poi, lo stesso fascismo, veniva per
qualche verso da una costola del movimento socialista.
Probabilmente il mio genere di film derivera' dalla somma di tutte queste
cose, inoltre bisogna tenere conto che la realta' italiana indica proprio
un certo genere di temi. E' evidente che noi viviamo in una societa'
molto strana, molto divisa, gravida di feti mai nati quindii isterizzata
al massimo grado. L'isteria che nelle persone e' di origine sessuale,
nella societa' deriva da rivoluzioni inesplose. E cosi, ecco, per me
e' quasi impossibile ideare un racconto lineare, che non abbia riferimenti
metaforici e simbolici, e credo che, in tutti i miei film, ci sia una
traccia di questa generale isteria italiana. Soprattutto nella loro
scrittura. Un'altra delle cose che probabilmente mi hanno spinto a questo
stile e' stato il desiderio di trasgredire i canoni neo realistici.
Negli anni andati c'erano ancora canoni da rispettare o trasgredire.
Oggi non piu. Il canone neo realistico imponeva abiti espressivi penitenziali,
la realta' andava 'rispettata' diventava essa stessa canone e io invece
pensavo che essa fosse sempre da interpretare, poiche' la realta e'
simbolo e metafora e non va mai ripetuta piattamente, schematicamente.
Insomma, oggi mi sembra che il neo realismo avesse curiose attinenze
con il linguaggio televisivo in diretta, tanto spesso scadeva in cronaca.
C'era una tendenza assoluta al rispetto dei 'tempi' della realta' che
invece, a me, parevano inerti, intellettualemente e spiritualmente inerti.
Ero convinto che ognuno vivesse la realta' a modo suo e che quindi dovesse
restituirla come il suo spirito l'avesse vissuta, come sempre l'arte
ha fatto. Naturalmente i grandi maestri del neo realismo cosi facevano:
infatti trasgredivano per primi i canoni da essi inventati, per fortuna
di tutti. Per tornare agli Acquariani, pare che essi siano anche molto
indisciplinati.